Le ombre, azzurre, liquide, si andavano addensando sulla spiaggia. E noi eravamo lì, noi due, con tutte le nostre paure e in nostri difetti, con tutte le speranze alle quali non credevamo realmente, e i nostri insuccessi; eccoci lì, diciannove e venti anni. Da una delle case lungo la spiaggia arrivò la voce di un grammofono che suonava La Vie en Rose. Duncan cominciò a canticchiare la canzone. La gentilezza della Francia si diffondeva intorno a noi come la notte che stava scendendo. Ascoltavo Duncan e il lontano grammofono e come in sogno lo scrosciare delle onde e sapevo che avrei superato la prova della mia giovinezza e sarei stato perdonato.